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La comunicazione politica sui nuovi media

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01

03

2008

Scommettiamo chi diventa Premier?

Da un po’ di tempo, le previsioni dei bookmaker inglesi, i più famosi nel mondo, sono considerate uno degli strumenti più attendibili per prevedere le tendenze dell’elettorato.

Negli Stati Uniti, il riferimento alle puntate online dei bookmaker è costante, e gli analisti politici gettano quotidianamente un occhio al tabellino delle scommesse. L’attendibilità statistica delle previsioni è garantita, d’altro canto, dall’incredibile quantità di giocatori. Basti pensare che, solo nella prima fase delle primarie presidenziali statunitensi, il volume d’affari delle puntate sui candidati in lizza ha superato i 50 milioni di dollari.

E la moda sta arrivando anche in Italia. Non a caso, lo stesso Walter Veltroni, durante il primo appuntamento della sua campagna elettorale on the road, ha citato entusiasta le quotazioni degli scommettitori britannici, che segnalavano una sua decisa rimonta sul Cavaliere nella corsa a Palazzo Chigi.

Il sito Internet migliore per conoscere le scommesse degli allibratori sui nostri politici è odds.bestbetting.com, che riporta le quotazioni dei maggiori bookmaker internazionali. Si scopre così che, ad oggi (28 febbraio, mattina), la miglior quotazione di Veltroni è 3,4 (cioè, se Veltroni vincesse, si otterrebbero 4,4 euro per ogni euro puntato), contro la migliore quotazione di Berlusconi pari a 0,43 (la sua vittoria paga 1 euro e 43 centesimi per ogni euro puntato). L'affermazione del Cavaliere, quindi, è data quasi per certa dagli allibratori internazionali e, ovviamente, il ritorno della scommessa è minimo.

Ragionando in termini probabilistici, secondo i bookmaker Berlusconi ha circa il 70% di probabilità di vittoria, Veltroni poco più del 20%, oltretutto in calo. (Il grafico qui sotto illustra l'andamento delle quotazioni probabilistiche nell'ultima settimana: Berlusconi è in giallo, Veltroni in marroncino. Gli altri candidati premier sono quotati solo da pochi giorni e non hanno uno storico completo)
A questo punto vi è venuta voglia di scommettere su chi sarà il prossimo Presidente del consiglio? Purtroppo non è così facile: alcuni siti di bookmaker, sprovvisti della necessaria autorizzazione ministeriale, non sono accessibili dall’Italia. Consolatevi con un gratta&vinci...

27

02

2008

Elettori all'asta su eBay

L'annuncio è comparso negli ultimi giorni su eBay; e non è l'unico. Al momento, sul popolare sito di aste online sono disponibili almeno una decina di promesse di voto, a prezzi tutto sommato modici: da 1 centesimo a poco più di 2 euro. E già fiocca qualche offerta.

Ovviamente, vendere il proprio voto non è legale. Allora ecco degli escamotage, come mettere all'asta la matita con cui si segnerà la scheda elettorale, oppure la maglietta che si indosserà per andare ai seggi. Il voto, per riconoscenza, è omaggio.

Alcuni, più che per soldi, vendono consenso politico per disperazione
. Come l'utente che darà il voto a chiunque si impegni a risolvere veramente il problema dell'immondizia a Napoli. Altri, vorrebbero "solo" (si fa per dire) la garanzia di più certezza per il lavoro e meno tasse.

Il fenomeno, al di là del folklore, segnala l'apertura di un originale canale per la manifestazione del disagio sociale e civile. Chissà se, prima o poi, all'offerta di voti messi all'asta corrisponderà un'analoga offerta di politici. Qualche tempo fa, un consigliere comunale campano si era messo all'asta. Qualcuno lo avrà comprato???

19

02

2008

Il "dominio" della politica

La forte influenza che, già oggi, il mondo di Internet esercita sulla politica di casa nostra si manifesta anche in un curioso fenomeno: la guerra dei domini. Infatti, chi vuole fondare un nuovo partito o movimento politico e pensa di dotarlo di un spazio sul web, deve spesso fare i conti con l'impossibilità di personalizzare il relativo dominio perchè questo è stato già occupato. Un problema non da poco.
 
Ne sa qualcosa il nuovo movimento centrista inizialmente denominato La Rosa Bianca, e ora ribattezzato La Rosa per l'Italia. Quanto ha pesato sul cambio di nome il fatto che il dominio www.larosabianca.org fosse già occupato da un'associazione "di cultura e impegno politico"? All'aggregazione politica di Pezzotta, Tabacci e Baccini è toccato così ripiegare sul dominio www.larosabianca.net, ma la situazione si fa ambigua, perchè:
  • inserendo sui motori di ricerca "la rosa bianca", esce per primo il risultato relativo al sito dell'altra associazione;
  • in ogni caso, non è immediato capire che www.larosabianca.org e www.larosabianca.net non sono lo stesso sito;
  • l'elettore-internauta è spiazzato dal fatto che il movimento La Rosa per l'Italia sia ospitato sul dominio La Rosa Bianca. Perchè due nomi diversi? Cosa cercare sulla lista al momento del voto?
Grossi problemi con i domini anche per Il Popolo della Libertà. Ne abbiamo già accennato in questo post. Non solo il dominio Popolo della Libertà è uno dei più affollati del panorama politico online, ma Berlusconi ha dovuto anche fare i conti con il fatto che il dominio Partito della Libertà (nome che inizialmente era il più quotato per la sua nuova aggregazione politica) era già occupato da un movimento di ispirazione liberale.

A suo tempo, anche il partito di Storace, La Destra, ha avuto problemi di dominio intasato. Cliccando la voce su un motore di ricerca, si trovano almeno una decina di risultati che con il partito non hanno nulla a che vedere. E, in effetti, il dominio scelto come ripiego - www.la-destra.it - non è certo il più naturale e facile da digitare, soprattutto per quel trattino tra l'articolo e il sostantivo.

17

02

2008

Chiedi al sindaco

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